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(Immagine: la nuova presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia intervistata dal Sole 24 ore. Titolo dell’intervista era: “Keyline apre le porte del mondo con una chiave tutta italiana”). Siamo davvero un paese pieno di contraddizioni. Fino a ieri si poteva legittimamente lamentare che i musei italiani fossero fortemente carenti sul piano dei rapporti con il pubblico, della gestione economica, della piacevolezza delle visite: erano amministrati solo da curatori delle collezioni, grandi specialisti nei loro settori ma poco interessati a tutto il resto. Oggi invece si rischia di eccedere nel senso opposto: gestione “manageriale”, direttori scelti per sviluppare i flussi di cassa più che la diffusione della cultura. Perciò mostre pubblicitarie, con uno o due pezzi esaltati a uso dei media anche se con forte pressapochismo culturale.
E’ la strada che sembra stia prendendo la Fondazione dei Musei Civici veneziani, il cui consiglio di amministrazione è stato in questi giorni rinnovato dal sindaco Brugnaro. Il Consigio è composto da quattro persone. In un post recente avevamo riferito che la presidenza (eletta dai quattro) sarebbe probabilmente andata a Bruno Bernardi, docente di Economia a Ca’Foscari, che insegna anche un corso di Gestione delle arti e delle attività culturali. Invece il Consiglio ha nominato (sempre tra i suoi membri, come da statuto) Mariacristina Gribaudi, un’imprenditrice originaria di Torino e attualmente amministratore dell’azienda di famiglia Keyline Spa di Conegliano, che produce chiavi e macchine duplicatrici. Oltre al professor Bernardi gli altri membri del Consiglio di amministrazione sono Barbara Nino (della Amit srl, smaltimento dei rifiuti) e Roberto Zuccato (Ares Line, poltrone per ufficio e teatro).

Cliccare qui per leggere il testo dell’articolo di Enrico Tantucci sulla Nuova Venezia (se il testo non risulta leggibile nell’immagine qui sotto).

Musei Civici Gribaudi

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